
La narrativa di un ingegnere forense
Molti mi chiedono, come mai, titolare di una società di ingegneria, mi dedichi anche ad attività di ingegneria forense.
Occorre premettere che in tale ambito si trovano colleghi forensi che hanno impostato la propria attività professionale, totalmente sullo sviluppo di tale ambito. Non è raro però trovare ingegneri che pur svolgendo la propria attività nel mondo della progettazione, o della docenza, vengano chiamati in quanto esperti, in veste di ausiliari a prestare la propria opera in ambito forense.
Questo è il mio caso. Mi avvicinai anni or sono alle consulenze forensi, interpellato dal Tribunale, come esperto di meccanica. Lo trovai da subito appassionante, mi ci dedicai e ne nacque un’attività gestita indipendentemente dall’ambito operativo della società di ingegneria che presiedo.
Gli aspetti fondamentali della professione forense, sono – innanzitutto – la competenza nel merito dell’argomento che si va a studiare, la conoscenza delle procedure e la capacità di comunicazione in un ambiente diverso da quello dell’ingegneria.
La competenza ingegneristica è ovviamente indispensabile per poter affrontare in modo risolutivo le situazioni che vengono di volta in volta proposte. Esistono esperti forensi nell’ambito della medicina, dell’economia e dell’ingegneria. A noi viene chiesto di affrontare situazioni relative all’ambito dell’ingegneria e ben sapendo quanti argomenti possano definirsi ingegneristici (dall’edilizia alla meccanica, dall’informatica all’elettrotecnica, solo per citarne alcuni), ben si capisce come la competenza nel merito, sia indispensabile per svolgere correttamente il proprio compito.
La conoscenza delle procedure è altrettanto indispensabile, per potersi muovere correttamente tra le varie fasi del contenzioso. Senza questi strumenti procedurali, l’ingegnere forense non riuscirebbe a rendere un buon servizio ai propri principali interlocutori, che sono i Giudici operanti nei vari ambiti della giustizia civile e penale.
La capacità di comunicazione deve permettere all’ingegnere forense di far comprendere argomentazioni tecniche, a chi possiede culture diverse dalla nostra e linguaggi diversi dai nostri. Le nostre perizie non devono essere documenti complicati e non comprensibili. Ma devono essere intesi e recepiti da avvocati e giudici.
Ne nasce un’azione sinergica, tra l’attività forense e l’attività della progettazione: la capacità di espressione, di semplificazione e di comunicazione dell’attività forense, così come il relativo metodo di analisi, si ripercuotono in modo positivo anche nel settore più ampio dell’ingegneria.
Ed è questo il motivo principale per cui consiglierò sempre ai giovani colleghi, che non di rado frequentano il nostro studio, di avvicinarsi convintamente a questa disciplina, che potrà sicuramente assicurare una buona formazione a chi intraprende il percorso di ingegnere.
